Signor Presidente, Lei che tanto bene conosce la storia del Piemonte, ricorderà la fiera risposta data da Vittorio Amedeo II agli emissari di Luigi XIV i quali gli spiegavano come le condizioni del suo esercito gli togliessero ogni possibilità di resistere alle potenti armate d’oltralpe: «Batterò col piede la terra, e n’usciran soldati d’ogni banda».
              Ebbene, l’8 settembre, e in seguito, a Cuneo e intorno a Cuneo avvenne proprio così: i soldati, cioè i partigiani uscivano da ogni parte, perché qualcuno aveva battuto col piede la terra; ma non era stato un sovrano, re o principe che fosse, bensì una forza più alta e maestosa, quella che si chiama la coscienza civile, la vocazione nazionale, il senso dei valori supremi, quella essenziale virtù insomma, che, magari sotterranea ed invisibile per lungo volgere di anni, erompe nei momenti decisivi, e spinge un popolo a non mancare nell’ora del dovere storico.

Dante Livio Bianco
discorso del 18 settembre 1948 alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi


In occasione dello spostamento dei nuovi locali presso il primo piano del Centro di documentazione territoriale in Largo Barale 11, l'assemblea dell'Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea ha deliberato di intestare l'istituto a Dante Livio Bianco, avvocato e partigiano comandante delle formazione GL del Piemonte

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